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Questionario di autovalutazione IA nello studio

Accesso pubblico e gratuito, senza password. Quindici domande per esaminare le condizioni di utilizzo dell’IA, dichiarare la disciplina professionale e individuare le violazioni da approfondire.

Le risposte non vengono trasmesse né salvate sul server. Ricaricando o chiudendo la pagina si perdono. Non inserire dati dei clienti.

SCHEDA PRATICA DI AUTOVALUTAZIONE

L’IA nel suo studio: quali attività svolge?

Per ciascuna delle 15 domande indichi se le condizioni richiamate sono rispettate: +1 se verificate, −1 se violate, 0 se ancora da verificare. Per le tre attività vietate, il +1 indica che l’attività non viene svolta.

La percentuale è calcolata come numero delle risposte +1 ÷ 15 × 100. Le risposte −1 sono esposte separatamente con regole e possibili sanzioni; il loro saldo numerico non modifica questa percentuale. Un’attività non svolta e non vietata rimane a 0 se le condizioni non sono state verificate: il denominatore resta 15.

Indicare professione, Ordine o Collegio di appartenenza e, se noto, il codice deontologico applicabile. È una dichiarazione dell’utente; i riferimenti e le sanzioni specifiche richiedono verifica.

Il profilo attualmente documentato è quello ODCEC. Selezionando un altro Ordine non vengono attribuite le sanzioni dei commercialisti. Le risposte rimangono nella pagina e non vengono inviate al server.

SÌ: attività di supporto, nel rispetto delle condizioni. POSSIBILE: valutazione preventiva necessaria. NO: l’impiego descritto non è consentito.

AttivitàIndicazione generaleNel suo studio
Predisporre bozze di lettere, email e comunicazioni ai clienti. [1]SÌ
Riassumere norme, circolari e sentenze; svolgere ricerche tributarie. [1–2]SÌ
Estrarre dati da fatture e documenti; proporre registrazioni e riconciliazioni. [1–3]SÌ
Analizzare bilanci, calcolare indici e predisporre simulazioni economiche. [1–3]SÌ
Predisporre bozze di contratti, ricorsi, pareri e dichiarazioni fiscali. [1–3]SÌ
Organizzare attività e proporre scadenze da verificare. [1–2]SÌ
Caricare documenti identificabili dei clienti su un servizio IA esterno. [3]POSSIBILE
Trattare dati sanitari, giudiziari o altre informazioni soggette a tutela rafforzata. [3–4]POSSIBILE
Elaborare documenti dei clienti con un modello IA sul PC o sul server dello studio. [1–3–5]POSSIBILE
Attivare un assistente che risponda direttamente ai clienti. [1–3–6]POSSIBILE
Valutare candidati o prestazioni dei dipendenti mediante IA. [3–7]POSSIBILE
Valutare con IA il merito creditizio di persone fisiche. [3–7]POSSIBILE
Affidare integralmente all’IA il giudizio professionale, senza controllo sostanziale.NO
Utilizzare dati dei clienti senza una base giuridica o comunicarli a soggetti non autorizzati.NO
Inferire mediante dati biometrici le emozioni dei dipendenti per valutarne rendimento o affidabilità.NO
Le regole da tenere accanto alla scheda
  1. Controllo professionale e informazione al cliente.
  2. Verifica delle fonti, dei calcoli e delle scadenze.
  3. Base giuridica, sicurezza e protezione dei dati.
  4. Condizioni specifiche per dati particolari e giudiziari.
  5. IA locale, accessi, backup, antivirus e sicurezza dei download.
  6. Trasparenza degli assistenti e passaggio al professionista.
  7. Valutazioni specifiche per personale e merito creditizio.

Rispetto delle condizioni dichiarate

0%

0 risposte con valore +1 ÷ 15 × 100

Violazioni dichiarate (−1) e possibili sanzioni

Nessuna violazione dichiarata. Le risposte a 0 rimangono da verificare.

    Il risultato è un’autovalutazione delle 15 risposte, non una certificazione o un accertamento. I −1 segnalano le violazioni dichiarate: l’applicabilità e l’entità delle sanzioni richiedono la verifica della condotta e delle norme pertinenti. Più −1 non sommano automaticamente multe o mesi di sospensione.

    RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE E QUADRO SANZIONATORIO

    Quali conseguenze può avere un impiego irregolare dell’IA?

    Le conseguenze dipendono dalla condotta concreta, dai dati trattati, dal ruolo dello studio e dagli obblighi applicabili. Le soglie indicate sono massimi normativi, non importi normalmente dovuti dal commercialista.

    1. Disciplina professionale del commercialista

    ViolazioneSanzione previstaRiferimento
    Violazione degli obblighi dell’art. 21, commi 8 e 9, del Codice deontologico, relativi all’impiego dell’IA.Sospensione fino a sei mesi.Codice delle sanzioni CNDCEC, art. 21, comma 2-bis.
    Violazione dell’obbligo dell’art. 21, comma 10, del Codice deontologico, relativo all’informazione al cliente.Sospensione fino a tre mesi.Codice delle sanzioni CNDCEC, art. 21, comma 2-ter.

    La valutazione spetta al Consiglio di Disciplina territoriale o ai relativi Collegi, distinti dal Consiglio dell’Ordine. Il sistema disciplinare comprende censura, sospensione e radiazione; non tutte queste conseguenze si applicano automaticamente alle violazioni sopra indicate.

    Fonte: CNDCEC — Codice delle sanzioni aggiornato al 20 novembre 2025, artt. 3, 4 e 21. I commi 2-bis e 2-ter sono in vigore dal 21 novembre 2025.

    2. Protezione dei dati personali — GDPR

    TipologiaMassimo previsto
    Violazioni ricomprese nell’art. 83, paragrafo 4: ad esempio, obblighi in materia di sicurezza, rapporti con i responsabili e valutazione d’impatto.10 milioni di euro oppure, per le imprese, 2% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.
    Violazioni dell’art. 83, paragrafi 5 e 6: ad esempio, principi di base, presupposti del trattamento, diritti degli interessati e inosservanza degli ordini dell’autorità.20 milioni di euro oppure, per le imprese, 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.

    L’autorità considera gravità, durata, dolo o colpa, dati coinvolti e altre circostanze. I massimali non descrivono il rischio economico concreto del singolo studio.

    Fonti: GDPR, art. 83; EDPB — Linee guida 04/2022 sul calcolo delle sanzioni.

    3. AI Act — divieti e obblighi specifici

    ViolazioneMassimo generale previsto
    Pratiche vietate dall’art. 5.35 milioni di euro oppure, per le imprese, 7% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.
    Obblighi specificamente elencati nell’art. 99, paragrafo 4, tra cui obblighi dei deployer e trasparenza, quando applicabili.15 milioni di euro oppure, per le imprese, 3% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.
    Informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti fornite, su richiesta, a organismi notificati o autorità nazionali competenti.7,5 milioni di euro oppure, per le imprese, 1% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.

    Per le PMI, comprese le start-up, opera il limite inferiore tra importo e percentuale previsto dall’art. 99, paragrafo 6. Per le piccole imprese a media capitalizzazione (SMC) il paragrafo 6-bis prevede un criterio specifico per le violazioni dei paragrafi 4 e 5. Occorre verificare classificazione, ruolo, decorrenza e testo applicabile: non ogni impiego ordinario dell’IA ricade in ciascuna di queste ipotesi.

    Fonte: Commissione europea — AI Act, art. 99, testo consolidato richiamato dal Service Desk al 27 luglio 2026.

    4. Responsabilità civile e concorso di conseguenze

    Può inoltre sorgere una responsabilità verso il cliente, da valutare in relazione all’inadempimento, al danno e al nesso causale. Sanzioni disciplinari, misure amministrative e risarcimento hanno presupposti distinti: non rappresentano una somma automatica.

    Il questionario non calcola la sanzione. Una risposta può segnalare una criticità da approfondire; una percentuale di completamento non certifica la conformità e non equivale a una percentuale di multa o di sospensione.

    Quadro informativo verificato il 22 ottobre 2026. L’applicazione al singolo studio richiede una valutazione specifica.

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